Bonus Asilo Nido 2026: Requisiti, Importi e Come Fare Domanda all’INPS

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

Avere un figlio piccolo comporta molte spese, e lo Stato prevede alcuni aiuti economici dedicati. In questa guida ci concentriamo su due misure gestite dall’INPS: il bonus asilo nido 2026, che aiuta a pagare le rette del nido, e il bonus nuovi nati 2026, un contributo una tantum da 1.000 euro per ogni bambino nato o entrato in famiglia nell’anno. Vediamo requisiti, importi per fascia ISEE, scadenze e come presentare le domande.

In breve: il bonus nido rimborsa le rette dei nidi (e il supporto domiciliare per bimbi con gravi patologie) fino ai tre anni, con importi che dipendono dall’ISEE. Il bonus nuovi nati è di 1.000 euro una tantum, con ISEE fino a 40.000 euro, e la domanda va presentata entro 120 giorni dall’evento. Entrambe si richiedono online sul sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS e sono compatibili tra loro e con l’assegno unico.

Le misure per le famiglie con bambini piccoli

Prima di entrare nel dettaglio, ecco un quadro rapido:

  • Bonus asilo nido: contributo per le rette di nidi pubblici e privati autorizzati, per bambini sotto i tre anni;
  • Bonus nuovi nati: 1.000 euro una tantum alla nascita, all’adozione o all’affidamento preadottivo;
  • Assegno Unico e Universale: assegno mensile per ogni figlio a carico. Se non lo hai ancora richiesto, leggi la nostra guida sull’assegno unico 2026.

Per tutte queste misure è importante avere un ISEE aggiornato. Se non sai come fare, ecco come richiedere l’ISEE online.

Bonus asilo nido 2026

Cos’è

Il bonus asilo nido è un contributo erogato dall’INPS per aiutare le famiglie a pagare le rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati, per i bambini fino a tre anni. È previsto anche, in alternativa, un supporto presso la propria abitazione per i bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche, con attestazione del pediatra.

Chi può richiederlo

Può fare domanda il genitore (o chi esercita la responsabilità genitoriale) che sostiene il pagamento della retta. Servono, in generale, questi requisiti:

  • essere cittadino italiano, dell’Unione Europea oppure cittadino extra UE con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o altro titolo previsto;
  • essere residente in Italia;
  • avere un figlio sotto i tre anni, convivente con il richiedente, che frequenta un nido autorizzato;
  • aver pagato le rette per cui si chiede il rimborso, con la documentazione richiesta.

Quanto spetta: gli importi in base all’ISEE

L’importo annuale dipende dalla data di nascita del bambino e dall’ISEE per prestazioni familiari del minore, calcolato in modo da non considerare l’assegno unico già percepito (il cosiddetto ISEE “neutralizzato”). Per i bambini nati prima del 2024 le fasce principali sono:

ISEE (neutralizzato)Importo annuo
Fino a 25.000 euro3.000 euro
Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro
Oltre 40.000 euro o ISEE assente1.500 euro

Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, con ISEE fino a 40.000 euro, il contributo può arrivare a 3.600 euro l’anno. Le condizioni precise (per esempio la composizione del nucleo familiare) sono definite dall’INPS: controlla la circolare INPS in vigore per verificare in quale fascia rientri.

Il contributo viene corrisposto in mensilità (fino a 11 all’anno), nel limite delle rette effettivamente pagate e dell’importo massimo spettante.

Novità 2026: domanda valida più a lungo

Una delle novità del 2026 riguarda la semplificazione della procedura: la domanda può restare valida per più anni, fino al compimento dei tre anni del bambino, con l’aggiornamento dell’ISEE quando richiesto. Resta comunque necessario caricare la documentazione delle rette pagate per ottenere il rimborso mensile. Verifica sul sito INPS le istruzioni più recenti.

Come fare domanda per il bonus nido: passo passo

  1. Prepara ISEE e credenziali. Servono un ISEE valido per prestazioni familiari e un’identità digitale: SPID, CIE o CNS. Se devi ancora attivare l’accesso, leggi come ottenere lo SPID oppure la guida sulla CIE come alternativa allo SPID.
  2. Accedi al sito INPS. Vai su inps.it e cerca “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”.
  3. Compila la domanda. Indica i tuoi dati, quelli del bambino, il nido frequentato e il periodo per cui chiedi il contributo.
  4. Scegli la modalità di pagamento. In genere bonifico su IBAN intestato o cointestato al richiedente, oppure bonifico domiciliato.
  5. Invia la domanda e conserva la ricevuta.
  6. Carica le ricevute di pagamento delle rette, mese per mese, tramite lo stesso servizio. L’INPS paga il contributo dopo aver verificato i documenti.

Il servizio è disponibile dal portale INPS e, per chi preferisce, tramite patronato.

Attenzione alla doppia agevolazione

Le stesse spese non possono essere agevolate due volte. Se ottieni il bonus per una retta, per quella parte non puoi poi portarla in detrazione nel 730. Per capire quali spese puoi detrarre, leggi la guida al 730 precompilato.

Bonus nuovi nati 2026

Cos’è

Il bonus nuovi nati è un contributo una tantum da 1.000 euro per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. È stato introdotto dalla legge di Bilancio 2025 e confermato per il 2026 con le istruzioni operative dell’INPS. Non è tassato e non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Chi può richiederlo

I requisiti principali sono:

  • cittadinanza italiana o dell’Unione Europea, oppure cittadino extra UE con un titolo di soggiorno che consente di richiedere la prestazione;
  • residenza in Italia, con permanenza dalla nascita (o dall’ingresso in famiglia) fino alla domanda;
  • evento (nascita, adozione o affidamento preadottivo) avvenuto nel 2026;
  • ISEE non superiore a 40.000 euro.

L’ISEE per il bonus nuovi nati

Per il bonus viene considerato l’ISEE per prestazioni familiari relativo al minore. Dal valore dell’ISEE si sottrae la quota corrispondente all’assegno unico percepito (ISEE “neutralizzato”), così da ampliare la platea dei beneficiari. In pratica, anche con un ISEE leggermente sopra i 40.000 euro, dopo la neutralizzazione potresti rientrare nel limite.

Esempio semplificato: se l’ISEE è di 41.000 euro e, dopo aver escluso la quota di assegno unico, il valore scende a 40.000 euro, il requisito economico è rispettato. Il calcolo è fatto dall’INPS: tu devi solo avere l’ISEE in corso di validità.

Come fare domanda per il bonus nuovi nati

La domanda si presenta all’INPS entro 120 giorni dall’evento (nascita, adozione o ingresso in famiglia). Per gli eventi avvenuti prima dell’apertura del servizio online nel 2026, il termine è decorso dalla comunicazione ufficiale dell’INPS.

Dove si presenta:

  • portale INPS, con SPID, CIE o CNS;
  • app INPS Mobile, con la funzione dedicata;
  • Contact Center INPS;
  • patronati.

Cosa devi dichiarare: cittadinanza, residenza, dati del figlio e dell’evento, ISEE e modalità di pagamento (IBAN o bonifico domiciliato).

Attenzione ai termini e ai fondi

Il bonus viene erogato in ordine cronologico di presentazione delle domande accolte e nei limiti delle risorse stanziate, pari a 360 milioni di euro annui a partire dal 2026. Presentare la domanda oltre i 120 giorni comporta la decadenza dal diritto: non aspettare l’ultimo giorno.

Come si combinano le diverse misure

  • Bonus nuovi nati + assegno unico: sono compatibili e si sommano;
  • Bonus nido + assegno unico: compatibili;
  • Bonus nido + bonus nuovi nati: compatibili, perché riguardano spese e situazioni diverse;
  • Bonus nido + detrazione nel 730: non per le stesse spese.

Esistono altri aiuti per i genitori, come i bonus per le madri lavoratrici o i contributi locali di Regioni e Comuni. Le regole cambiano spesso: consulta il portale INPS e il sito del tuo Comune.

Documenti e dati da preparare

  • ISEE per prestazioni familiari in corso di validità;
  • codice fiscale di genitori e figlio;
  • dati della nascita, dell’adozione o dell’affidamento;
  • IBAN intestato o cointestato al richiedente;
  • per il bonus nido: dati del nido, ricevute di pagamento delle rette, e, per il supporto domiciliare, attestazione del pediatra.

Errori comuni da evitare

  • Non presentare l’ISEE (o presentarlo scaduto): si rischia un importo inferiore o l’esclusione;
  • Superare i 120 giorni per il bonus nuovi nati;
  • Dimenticare di caricare le ricevute delle rette per il bonus nido;
  • IBAN non intestato al richiedente;
  • Dichiarare dati incoerenti tra ISEE, domanda e anagrafe;
  • Confondere le misure: ogni bonus ha la sua domanda e le sue scadenze.

Domande frequenti

Il bonus nuovi nati spetta anche per un figlio adottato?

Sì, se l’adozione o l’affidamento preadottivo avvengono nell’anno di riferimento e ci sono gli altri requisiti.

Se ho due gemelli il bonus raddoppia?

Il bonus è riconosciuto per ogni figlio, quindi in caso di parto gemellare spetta per ciascun bambino, nel rispetto dei requisiti.

Posso chiedere il bonus nido se il nido è privato?

Sì, purché sia un nido autorizzato.

Il bonus nido copre tutta la retta?

No: il contributo ha un importo massimo annuo e non può superare la spesa effettivamente sostenuta.

Devo ripresentare ogni anno la domanda del bonus nido?

Dal 2026 la domanda può avere validità più lunga, ma devi mantenere aggiornato l’ISEE e caricare le ricevute. Verifica le istruzioni INPS aggiornate.

Il bonus nuovi nati è tassato?

No, non concorre alla formazione del reddito.

Conclusione

Il bonus asilo nido 2026 e il bonus nuovi nati sono due aiuti concreti, ma richiedono tempismo: ISEE pronto, identità digitale attiva e domanda presentata nei termini. Prima di iniziare, controlla i requisiti sul sito INPS, prepara i documenti e, se serve, rivolgiti a un patronato o a un CAF.

Fonti ufficiali

  • INPS, bonus asilo nido e bonus nuovi nati: inps.it
  • INPS, Circolare n. 45 del 10 aprile 2026 (istruzioni operative sul bonus nuovi nati)
  • Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) e Legge di Bilancio 2026
  • Dipartimento per le politiche della famiglia: famiglia.governo.it
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: lavoro.gov.it

Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza di un CAF o di un patronato. Importi, soglie e scadenze possono cambiare: verifica sempre le indicazioni aggiornate sul sito dell’INPS.

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