Assegno Unico 2026: Requisiti, Importi e Come Presentare Domanda INPS

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

Se hai figli a carico, l’assegno unico 2026 è uno dei sostegni economici più importanti per la tua famiglia. Viene erogato ogni mese dall’INPS, ma l’importo che ricevi dipende da diversi fattori, a partire dall’ISEE. In questa guida spieghiamo come funziona l’Assegno Unico e Universale, quali sono i requisiti, come cambiano gli importi nel 2026 e come presentare la domanda online passo dopo passo.

In breve: l’Assegno Unico e Universale è una prestazione mensile per ogni figlio a carico, dalla gravidanza fino ai 21 anni (senza limiti d’età per i figli con disabilità). La domanda si presenta all’INPS online con SPID, CIE o CNS. L’importo va da un minimo a un massimo in base all’ISEE: senza un ISEE valido si riceve l’importo minimo. Nel 2026 gli importi sono stati rivalutati dell’1,4%.

Cos’è l’Assegno Unico e Universale

L’Assegno Unico e Universale (AUU) è la misura introdotta dal decreto legislativo 230/2021 che ha sostituito diversi bonus e detrazioni per i figli. È “unico” perché riunisce più sostegni in un’unica prestazione e “universale” perché spetta a tutte le famiglie con figli a carico, anche a chi non ha un ISEE: in quel caso si riceve l’importo minimo.

L’assegno viene pagato dall’INPS, non è soggetto a tassazione e non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF.

Chi ha diritto all’Assegno Unico: requisiti

Per ottenere l’assegno, il genitore che presenta la domanda (o chi esercita la responsabilità genitoriale) deve rispettare alcuni requisiti.

Requisiti del richiedente

  • essere cittadino italiano o dell’Unione Europea, oppure cittadino di un Paese extra UE con permesso di soggiorno che consente di lavorare o con permesso UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • essere soggetto al pagamento dell’IRPEF;
  • avere residenza e domicilio in Italia e risiedere nel Paese in modo continuativo da almeno due anni, oppure avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
  • avere figli a carico.

Requisiti dei figli

  • figli minorenni: l’assegno spetta per tutti, a partire dal settimo mese di gravidanza;
  • figli tra 18 e 21 anni: spetta solo se rispettano condizioni specifiche, per esempio frequentare un corso di formazione o universitario, svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito sotto un limite, essere disoccupati e in cerca di lavoro, o svolgere il servizio civile;
  • figli con disabilità: l’assegno spetta senza limiti di età, se a carico.

L’ISEE: perché è così importante

L’importo dell’assegno unico dipende soprattutto dall’ISEE del nucleo familiare. Più l’ISEE è basso, più l’assegno è alto. Se non presenti l’ISEE, o se è scaduto, ricevi l’importo minimo.

L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui lo presenti, quindi ogni anno va rinnovato. Se non lo hai ancora fatto, leggi la nostra guida su come richiedere l’ISEE online con la DSU precompilata.

Quando aggiornare l’ISEE

Per continuare a ricevere l’importo corretto senza interruzioni, devi presentare il nuovo ISEE entro la fine di febbraio. Nel 2026, in mancanza di un ISEE aggiornato, dal 1° marzo l’INPS ha erogato l’importo minimo, pari a 58,30 euro per figlio minorenne. Se l’ISEE arriva dopo, ma entro il 30 giugno, si recuperano gli arretrati spettanti.

Importi dell’Assegno Unico nel 2026

Ogni anno gli importi e le soglie ISEE vengono rivalutati in base all’inflazione. Per il 2026 la rivalutazione è stata dell’1,4%, come comunicato dall’INPS con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026. Gli importi rivalutati sono applicati dal pagamento di febbraio.

Quanto spetta per ogni figlio minorenne

In sintesi, per ciascun figlio minorenne l’importo si muove tra due estremi:

Situazione ISEEImporto mensile indicativo (2026)
ISEE fino a circa 17.500 euroimporto massimo, di circa 203,80 euro
ISEE tra circa 17.500 e 46.580 euroimporto che diminuisce gradualmente
ISEE oltre circa 46.580 euro, oppure ISEE assenteimporto minimo, 58,30 euro

I valori massimi e le soglie esatte sono riportati nella tabella ufficiale allegata alla circolare INPS. Controllali sempre su quella tabella, perché gli importi indicati qui sono arrotondati a scopo divulgativo.

Maggiorazioni

All’importo base si possono aggiungere maggiorazioni in presenza di particolari condizioni. Le principali sono:

  • figli con meno di un anno: l’importo è aumentato del 50% fino al compimento del primo anno di vita;
  • nuclei con almeno tre figli, con ISEE entro la soglia prevista (nel 2026 pari a 46.582,71 euro);
  • figli con disabilità, con importi diversi in base alla gravità;
  • madri con meno di 21 anni;
  • nuclei in cui entrambi i genitori lavorano, in presenza dei requisiti previsti.

Le maggiorazioni dipendono dall’ISEE e dalla composizione del nucleo: la tabella INPS indica gli importi esatti per ogni caso.

Figli tra 18 e 21 anni

Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, l’importo è inferiore rispetto ai minorenni e segue regole proprie. Anche qui conta l’ISEE e la tabella ufficiale INPS riporta i valori aggiornati.

Come fare domanda per l’Assegno Unico: passo passo

La domanda si presenta una sola volta: negli anni successivi, se non cambia nulla, l’INPS rinnova l’assegno in automatico, a patto che tu abbia un ISEE valido. Ecco la procedura online.

1. Prepara ISEE e credenziali

Controlla di avere un ISEE in corso di validità e un’identità digitale: SPID, CIE o CNS. Se non hai ancora lo SPID, segui la nostra guida su come ottenere lo SPID.

2. Accedi al servizio sul sito INPS

Vai su inps.it, cerca il servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” e accedi con SPID, CIE o CNS. Verifica sempre di essere sul sito ufficiale.

3. Avvia una nuova domanda

Scegli “Nuova domanda” e inserisci i dati del richiedente e quelli dei figli per cui chiedi l’assegno: codice fiscale, data di nascita, eventuali condizioni particolari (studio, disabilità, ecc.). Per i nascituri puoi presentare la domanda a partire dal settimo mese di gravidanza.

4. Scegli la ripartizione tra i genitori

Di default l’assegno viene diviso al 50% tra i due genitori. Se c’è accordo, uno dei due può chiedere di ricevere l’intero importo; in assenza di accordo, resta la ripartizione al 50%. Tieni presente che, se un genitore presenta la domanda, l’altro riceve la sua parte senza dover presentare una richiesta separata.

5. Indica le modalità di pagamento

Puoi scegliere tra:

  • bonifico su conto corrente, carta con IBAN o libretto di risparmio (l’IBAN deve essere intestato o cointestato al richiedente);
  • bonifico domiciliato presso un ufficio postale, per chi non ha un IBAN.

6. Controlla e invia

Rivedi con attenzione tutti i dati, poi invia la domanda. Conserva la ricevuta di presentazione: ti servirà per eventuali verifiche.

7. Altri modi per presentare la domanda

Se preferisci non fare tutto da solo, puoi rivolgerti a un patronato o contattare il Contact Center INPS (verifica i numeri aggiornati sul sito INPS). Anche l’app INPS Mobile permette di consultare lo stato della domanda e dei pagamenti.

Da quando decorre l’assegno e quando viene pagato

  • se presenti la domanda entro il 30 giugno, l’assegno decorre dal mese di marzo dello stesso anno, e hai diritto agli arretrati;
  • se la presenti dopo il 30 giugno, decorre dal mese successivo a quello della domanda;
  • il pagamento avviene di norma ogni mese, con accrediti a date indicate dall’INPS nel calendario dei pagamenti.

Per gli anni successivi al primo, l’assegno viene rinnovato in automatico e gli importi sono aggiornati in base al nuovo ISEE, se presentato nei termini.

Come controllare lo stato della domanda

Dopo l’invio puoi consultare la domanda nell’area personale del sito INPS, alla voce dedicata all’Assegno Unico. Lì vedi lo stato della pratica (in istruttoria, accolta, respinta), gli importi e le date dei pagamenti. In caso di rigetto, trovi anche la motivazione e le indicazioni per presentare ricorso.

Errori comuni da evitare

  • Non rinnovare l’ISEE in tempo: ti ritrovi con l’importo minimo da marzo e devi recuperare gli arretrati.
  • IBAN non intestato al richiedente: il pagamento viene bloccato.
  • Dimenticare di aggiornare la domanda quando cambia la situazione familiare (nascita di un altro figlio, figlio che compie 18 anni, separazione).
  • Dati del nucleo non coerenti tra ISEE e domanda.
  • Presentare la domanda in ritardo, perdendo mensilità.

Domande frequenti sull’Assegno Unico 2026

L’assegno unico spetta anche senza ISEE?

Sì, ma ricevi solo l’importo minimo. Per ottenere di più devi presentare un ISEE valido.

L’assegno unico è tassato?

No, non è soggetto a IRPEF e non fa reddito.

Devo rifare la domanda ogni anno?

No, la domanda si presenta una volta sola. Ogni anno, però, devi aggiornare l’ISEE.

Cosa succede se cambia la situazione familiare?

Devi comunicare le variazioni all’INPS, per esempio nascite, matrimoni o separazioni, perché possono modificare l’importo.

Quando si perde il diritto all’assegno?

Quando il figlio supera i limiti di età o non rispetta più le condizioni previste tra 18 e 21 anni, oppure quando vengono meno i requisiti del richiedente.

Conclusione

L’assegno unico 2026 è un aiuto concreto per le famiglie, ma richiede attenzione ai tempi: ISEE aggiornato ogni anno, domanda presentata nei termini e dati sempre corretti. Se parti da zero, il percorso è semplice: ottieni lo SPID, richiedi l’ISEE online e invia la domanda sul portale INPS.

Fonti ufficiali

  • INPS, Assegno Unico e Universale per i figli a carico: inps.it
  • INPS, Circolare n. 7 del 30 gennaio 2026 (rivalutazione importi e soglie ISEE)
  • Dipartimento per le politiche della famiglia: famiglia.governo.it
  • Normativa: decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: lavoro.gov.it

Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza di un CAF o di un patronato. Importi, soglie e regole cambiano ogni anno: verifica sempre i valori aggiornati sul sito dell’INPS.

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