L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura nazionale di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale, introdotta per sostituire il vecchio Reddito di Cittadinanza per i nuclei familiari che presentano specifiche condizioni di svantaggio o carichi di cura.
In questa guida pratica vedremo a chi spetta il sussidio, come viene calcolato l’importo economico e quali sono i passaggi obbligatori per richiederlo tramite l’INPS.
A chi spetta l’Assegno di Inclusione?
Il beneficio è rivolto ai nuclei familiari in cui sia presente almeno un componente che si trovi in una delle seguenti condizioni:
- Con disabilità.
- Minorenne.
- Con almeno 60 anni di età.
- In condizione di svantaggio e inserito in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali.
Requisiti economici e patrimoniali
Per poter accedere all’ADI, il nucleo familiare deve rispettare determinati parametri stringenti:
- Un valore dell’ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro.
- Un reddito familiare inferiore a una soglia di sbarramento stabilita (fino a 6.000 euro annui, incrementata in base alla composizione del nucleo).
- Requisiti patrimoniali relativi a immobili e beni mobiliari (conti correnti e investimenti) entro i limiti massimi previsti dalla normativa.
Importo e Durata della misura
L’importo dell’assegno si compone di una quota integrativa del reddito familiare e di un’eventuale integrazione per il pagamento dell’affitto (quota affitto). Viene erogato mensilmente per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi, con la possibilità di rinnovo previa sospensione.
Come presentare la domanda
La richiesta deve essere inoltrata seguendo un iter telematico ben preciso:
- Richiedere l’ISEE aggiornato.
- Inviare la domanda di ADI per via telematica tramite il portale dell’INPS (utilizzando SPID, CIE o CNS).
- Accedere alla piattaforma SIISL per sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) e avviare il percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.